SiculoPedia
Arroccari u palluni
Attività svolta da fanciulli siculi nel loro tempo libero cercando di cimentarsi in prodezze alla Pelé e ottenendo invece il risultato di creare falsi avvistamenti di UFO sponsorizzati da Super Santos.
Vastasunazzu
Individuo non avvezzo alle buone maniere, che utilizza semantica tipica dei borghi urbani siculi (intercalando epiteti in ogni parola ed in ogni segno di punteggiatura), e il cui aspetto e a volte anche l'odore emanato dalla sua "fresca" epidermide, richiama "romanticamente" i frequentatori delle taverne o delle zone limitrofe alle banchine portuali.
Sucalora
Recipiente di vetro contenente liquido bianco utilizzato per cibare il "nutrico" siculo che sin dalla tenera età sugge con molta voracità tale alimento. Vengono denominate in tal maniera anche quelle auto sicule quando, per brevi tragitti, creano nel serbatoio una sorta di buco nero che risucchia improvvisamente la benzina in un'altra dimensione (proprio nel momento in cui si è raggiunto il punto più lontano da casa) condannando il malcapitato all'appiedamento e santiamento durante la via del ritorno forzato.
Scapuliarsela
Tecnica strategica sicula che consente di sottrarsi alla partecipazione ad evento gravoso che comporti secrezione di liquido dalle ghiandole sudoripare della fronte o smobilitamento di neuroni nel cervello, permettendo agilmente di eludere tutti gli ostacoli che si frappongono tra il siculo e la libertà...di oziare.
Mizzica
Imprecazione abortita dovuta a manifestazione di meraviglia e/o stupore espressa in luoghi non consoni per il turpiloquio, come la chiesa o davanti a dei bambini, utilizzato come eufemismo di altro termine più adatto a esprimere la propria reazione e che fa riferimento nemmeno tanto sottilmente ad organo riproduttivo maschile. Infatti la prima vocale "I" viene prolungata sinché uno dei neuroni fa scattare un meccanismo di autocensura costringendo le corde vocali ad abortire il "nchia" in favore del più moderato "zzica"
Te la stai sciusciando?
Domanda lecita rivolta ad individuo che generalmente utilizza una quantità spropositata di tempo nelle pulizie corporali innescando nell'attendente il dubbio che per asciugarsi le proprie parti intime utilizzi il proprio fiato.
Amunì (catamìati)
Parolina magica di esortazione rivolta a individuo, generalmente uso a svolgere una qualsiasi azione impegnativa con eccessiva lentezza e riluttanza, per invitarlo a porre in movimento i propri muscoli in maniera più efficace e più efficiente. A secondo dell’individuo, purtroppo la magia non produce alcuna reazione se non in presenza di minaccia di morte.
Arricàmpati!
Vocina soave proveniente generalmente da coloro che hanno generato vita, per invitare la loro prole a raccogliere le loro membra, ovunque siano poggiate in questo momento, e riportarle IMMEDIATAMENTE nella loro usuale dimora possibilmente usando potere di teletrasporto.
Va scupati u mari
Suggerimento velato nei confronti di individuo che ci arreca irritazione psicologica e cutanea, a dedicare la sua attenzione piuttosto che alla nostra persona ad attività che abbia la stessa utilità della sua presenza nella nostra sfera vitale e che si impegni per più tempo possibile ad attività il cui fine nn è mai raggiungibile, come passare la ramazza per togliere il sale alla massa d'acqua che circonda la nostra Trinacria.
Chi nnicchi nnacchi
Espressione dall’origine arcana (forse dal latino “nec hic nec hoc”, forse di provenienza aliena) che esprime dubbi sull’attinenza della risposta ad un quesito posto. La risposta inopportuna suscita una reazione a livello neurologico mettendo in moto il cervello alla ricerca di una connessione con la domanda. Non trovandola, i poveri neurotrasmettitori siculi impazziscono e subiscono una crisi di identità (ho capito male io? Ho posto male la domanda?) e vengono mandati alla cieca verso le corde vocali manifestando invece che un concetto logico, una espressione gutturale spiazzando l’interlocutore e inducendolo a sospettare di non parlare lo stesso idioma.
