SiculoPedia
Il 101
Carissimi siculi,
è mia sadica abitudine e consuetudine quella di stuzzicare le vecchine nei luoghi dove loro abitualmente usano dimorare, e cioè alla fermata dell'autobus o lungo una fila alla posta per “sìggere” la pensione
Per l'appunto stavo aspettando bel bella da appena un'ora e mezza la 101 ( in paliemmu l'autobusso è fimmina ) a Piazza Politeama, quando cominciai a stuzzicare una mite vecchina in attesa lì con me, lamentandomi del ritardo dell'autobus e poi di tutta una serie di disservizi. E che fu, da vecchina infreddolita si trasformò in un vulcano, abbanniando forte forte, perchè tutti lo dovevano sentire che ù sinnacu si mancia tutti i piccioli e che il biglietto costa assai !
Finalmente la 101 arriva- saliamo insieme- la vecchina ancora infervorata dai consensi degli astanti alla fermata dell'autobus (nel frattempo eravamo diventati 150, tutti ad aspettare la 101, mentre invece passavano tutti gli altri numeri che non ci servivano, tipo la 41-BIS, la 740 e il 25 sbarrato, sbarrato perchè le bussole non si aprono, né ppì tràsiri né ppì nèsciri ) -si rivolge all'autista e gli dice: - e' questa l'ora di arrivare? È un'ora e mezzo che aspetto !
E l'autista ,con molta nonchalance (trad: friscu e pettinatu) c'arrispunni: :- ncà picchì, avìamu appuntamieantu ???- (Cet)
W la RAI
Carissimi siculi,
come ogni buon abitante della nostra cara vecchia Trinacria, c'è solo una cosa che detesto più di alzarmi prima delle dieci di mattina o di avere l'intossico il giorno di Pasquetta...... fare la fila alla posta.
Ad ogni modo, stavo facendo bel bella la fila allo sportello del borgo vecchio dove lavora il mio amico Pippo Licari, apprestandomi a fare una raccomandata per disdire l'abbonamento RAI (ebbene si, la TV à iccài dù finestruni, cchì cc'è cuosa??) quando...chi ti incontro? Ma la vecchina del 101 !! ve la ricordate?
Io avevo il pizzino numero 450, mentre lei, che aveva soggiornato tutta la notte sullo scalone davanti alla porta dell'ufficio postale, aveva il pizzino numero 4.
Mi fici fari mala fiùra davanti a tutti dicendo che ero sua sorella à nica ( la vecchina si sente sempre notoriamente giovanile ) e mi fece passare avanti insieme a lei.
All'improvviso, mentre ricordavamo allegramente insieme a tutti gli abitanti della fila 41 bis (sportello raccomandate e assicurate) i bei tempi in cui con mille lire del vecchio conio ci venivano venti uova e che non esistono più le mezze stagioni…............. si spalancano le porte dell'ufficio postale, ed entra un rapinatore con ù fierru in mano!!!
Miii, e chi ci fu, chi si nascondeva sotto le seggie, chi fischiettava , chi si agghiuttìva l' I phone 5 appena accattato pur di non consegnarlo al fituso rapinatore
Insomma, come fu come non fu, il rapinatore si pigghia tutti i piccioli dagli sportelli e scappa.
Succede il cataclisma: arriva la polizia, la guardia di finanza, i RIS di Parma, il capitano Ultimo e il commissario Rex con al collo una fiaschetta di luminol.
La vecchina, che non è affruntusa per niente, per nulla sconvolta da tutto questo po' pò di forze dell'ordine , si avvicina allo sportello, ci fà segno all'impiegato e gli chiede sottovoce:
ma cchi ffà, si ci arristaru piccioli, m'à duna à pensione? (Cet )
La Vecchina in Farmacia
L'altra mattina mi trovavo bel bella nel mezzo di una influenza làriaa, ma làriaaaa ….decido quindi di andare in farmacia.... e non indovinerete mai chi incontro...ma la VECCHINA!!!
la fila sicula in farmacia ovviamente non è mai dritta , improvvisamente si formano dei capannelli tra i vari abitanti della fila per riuscire a decifrare la scrittura della ricetta medica, a volte utilizzando degli occhiali da presbite presi AMMUCCIùNI dall'espositore
ormai la farmacia è diventata come un vero e proprio discount , ci sono gli sconti al reparto profumeria, se ci arriporti i medicinali scaduti ti danno in dono del lasonil, e ci sono pure i gratta e vinci, l'altra volta la signora Di Giovanni , rascannu- rascannu ha vinto una scentigrafia aggratiss !
Ad ogni buon conto, tra un parere autorevole e l'altro di tutti gli abitanti della fila sulla medicina da prendere per il mio raffreddore, finalmente attocca alla vecchina:
dottore- ci fa la vecchina al farmacista- quando faccio all'amore sento dei fischi, ma assai però !!!
mi scusi signora- ci fa il farmacista alla vecchina- ma lei, quanti anni àvi ?
-SETTANTANOVE -
-signora mia- c'arrispunni ù farmacista - e a 79anni vòli pure l'applausi ????- (Cet)
Fisica Trinacriota: I tre Principi della Dinamica Sicula
I principio di inerzia o della lagnusìa: Individuo siculo che si trova in uno stato di quiete in cui stende le sue perenni stanche membra su uno dei comodi e morbidi componenti d'arredo della sua attuale dimora, divenendone un tutt'uno.
II principio della proporzionalità, di conservazione o detto anche “pì un cuinnutu, un cuinnutu e menzo”: Affinché il siculo possa continuare a mantenere il suo stato inerziale, evitando individui perturbatori della sua quiete (gli strurusi), deve dotarsi di apposite escrescenze ossee maggiorate di ½ misura rispetto all'avversario affinché renda vana la sua azione disturbatrice.
III principio dell'azione/reazione o del “cafuddare”: Un individuo siculo felicemente e comodamente immesso in un sistema inerziale (I principio della dinamica sicula), se viene sottoposto ad azione di “sfruculiamento” con l'obiettivo di rimetterlo repentinamente in moto, esce dal suo stato di quiete per reagire in maniera violenta e contraria all'elemento perturbatore al fine di poter ritornare al suo stato iniziale.
Arancina chi peri
Essere mitologico nato da una mutazione genetica del siculo che, a causa della sua ingordigia nei confronti di qualsiasi alimento trinacriota fritto contenente alte quantità di grassi e carboidrati, assume una forma tondeggiante in cui gli si vedono solo le estremità degli arti inferiori. Tale creatura diviene pericolosa quando la sua voracità raggiunge lo stadio “mi maciassi puru attìa”.
U Tuidduni
Individuo siculo i cui neuroni sono in pausa pranzo perenne. A causa di ciò, egli reagisce tardivamente (e il più delle volte non risponde proprio) a qualsiasi stimolo esterno che implica l'utilizzo delle sue capacità intellettuali. Durante il tempo impiegato per rispondere a tale impulso (almeno dieci minuti), nel loro cervello appare il cartello di “intervallo” in cui si susseguono l'uno dopo l'altro tutti i luoghi più belli della Sicilia facendogli assumere l'espressione di ebete come se stesse ammirando tali bellezze paesaggistiche.
Pì na manu
Filosofia sicula del Carpe Diem, del vivere alla giornata perché non si sa cosa ci riserva il futuro. Quindi ogni occasione è propizia per mangiare, bere e dormire bene e in abbondanza (i bisogni fondamentali di un siculo per vivere felice) come se non ci potesse essere un domani e soprattutto come se non ci fosse mai stato uno "ieri". Poi se il domani arriva, allora si ricomincia perché ogni giorno ha un domani che potrebbe non arrivare, quindi "pì 'na manu"...
Malura
E' un fenomeno nella quale una parte della popolazione sicula è colpita da una persistente carenza di qualcosa di tangibile come i “picciuli” o i contatti fisici intimi con il prossimo provocando uno stato mentale visionario in cui anche le "gallerie" sembrano dei paradisi da raggiungere (nb: "...ogni pirtusu è galleria"). A volte tali cause tangibili possono essere l'una conseguenza dell'altra.
'Ngusciari
"'Ngusciari" (di Stefania Cusumano) Tipica espressione ambivalente, che sta ad indicare un episodio esageratamente emozionale, che l'individuo palermitano solitamente vive nei frangenti di maggiore ilarità/dolore. La versatilità del termine ben si adatta al momento di confusione che genera nei presenti, perchè quando il palermitano "'nguscia", sta ridendo/piangendo tanto da non riuscire a respirare più, facendo sì che chi gli è vicino non sappia se praticargli sul momento la manovra di Heimlich, se scuoterlo per le spalle per farlo smettere o se lasciarsi contagiare (in caso si tratti di risata) e perdere il contatto con la realtà per quei lunghissimi istanti senza fiato.
Chi ci 'nné ra vita
Training autogeno siculo, utilizzato soprattutto durante lauti pasti, alla 12° portata e al 35° bicchiere di vino, per autoconvincersi che anche se il tuo fegato dopo questa ardua provaha deciso di prendersi le ferie a tempo indeterminato, la tua anima sarà in pace con se stessa e cio' che è rimasto degli altri organi...e poi basta usare il dolcificante nel caffè...e passa tutto!!!!!
